Il semestre europeo e la politica di coesione

Pubblicato il
21 Giugno 2019
semestre europeo

Coesione economica e sociale, occupazione, politica sociale, energia e telecomunicazione, formazione professionale e questioni come cambiamento climatico e protezione civile: questi i temi su cui è chiamato ad esprimere pareri il Comitato europeo delle regioni (CdR), istituito nel 1994.

Al fine di non violare il principio di sussidiarietà, il Comitato esprime l’urgenza di garantire un ruolo formale agli enti locali nel processo di elaborazione delle politiche di coesione nell’ambito del semestre europeo, che fornisce orientamenti proprio per la politica di coesione, principale strumento di investimenti nell’Unione europea.

Il CdR ha, perciò, adottato all’unanimità nella sessione plenaria di aprile scorso il parere “Il semestre europeo e la politica di coesione: coordinare le riforme strutturali con gli investimenti a lungo termine”.
La Commissione europea, già nel corso dell’attuale periodo di programmazione (2014-2020), al fine di migliorare il livello di attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese (RSP) indicate dal Country Report elaborato dalla Commissione, ha iniziato a rafforzare il coordinamento tra il semestre europeo e la politica di coesione.
Nel prossimo periodo (2021-2027), la Commissione, rendendo questo coordinamento più vincolante, favorirebbe il rischio di centralizzazione della politica di coesione, se non si provvederà a formalizzare un ruolo per gli enti locali e regionali in questo processo.
Il CdR sostiene, difatti, che i Fondi Strutturali debbano essere utilizzati per garantire stabilità e crescita a tutti i cittadini ed è per questo necessario che il semestre europeo assuma una dimensione locale e che i rapporti di partenariato tra l’UE, gli Stati membri e gli enti locali e regionali siano rafforzati.

L’obiettivo è di aumentare, grazie ad una migliore valutazione ed una maggiore titolarità del livello di attuazione, l’efficacia delle RSP, rafforzare anche la legittimazione delle riforme previste e dare priorità alle esigenze dei cittadini coinvolgendo gli enti locali e regionali.
Infatti il CdR rileva che finora, benché sia stato definito un codice europeo di condotta sul partenariato (sulla base del quale gli enti locali e regionali sono partner diretti della Commissione e degli stati membri per la gestione concorrente della politica di coesione), non è stato predisposto un  meccanismo a livello UE per il coinvolgimento strutturato degli enti locali e regionali nell’elaborazione dei Piani nazionali di riforma.

Per dar voce a tutti coloro che auspicano una politica di coesione forte basata sul contributo degli attori locali per il dopo 2020 il CdR ha lanciato una Alleanza per la coesione (#CohesionAlliance).