Sanità, imprese e sociale: la riprogrammazione dei Fondi europei per affrontare l’emergenza Covid-19

Pubblicato il
30 Settembre 2020

La Commissione europea ha raccolto la sfida posta dall’avvento del Covid-19, lanciando due misure con l’obiettivo di fornire agli Stati membri la possibilità di riassegnare in modo più flessibile le risorse finanziarie.

I Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) rivestono un ruolo significativo nella risposta dell’Europa alla crisi economico-sanitaria causata dalla pandemia globale.
La Commissione europea ha infatti raccolto la sfida posta dall’avvento del Covid-19, lanciando, nell’aprile 2020, due misure: la Coronavirus Response Investment Initiative (CRII) e la Coronavirus Response Investment Initiative Plus (CRII +).

La principale azione prevista dai due strumenti sta nello stanziamento di 37 miliardi di euro derivanti dalla modifica dei regolamenti dei Fondi SIE e nell’ampliamento del raggio di azione del Fondo di Solidarietà, con l’obiettivo di fornire agli Stati membri la possibilità di riassegnare in modo più flessibile le risorse finanziarie all’interno dei Programmi Operativi nazionali (PON) e regionali (POR), permettendo in alcuni casi di seguire procedure semplificate per la modifica degli stessi. In aggiunta, sono stati modificati i tassi di cofinanziamento dei Programmi (fino al 100% del contributo UE) ed è stato reso possibile trasferire senza vincoli stringenti risorse tra Fondi e fra categorie di regione per tutto il 2020.

L’Italia ha già avviato il processo di riprogrammazione dei 10,4 miliardi di euro di fondi UE messi a disposizione dagli strumenti CRII tramite una serie di accordi fra il Ministero per il Sud e la Coesione territoriale guidato da Giuseppe Provenzano, gli altri Ministri e i Presidenti delle Regioni responsabili di PO, con l’obiettivo di ridistribuire le risorse a favore degli ambiti più colpiti dalla pandemia.

Molte sono le Regioni che hanno già ottenuto il via libera per la riprogrammazione dei rispettivi POR, in seguito agli accordi stretti con il Governo: tra queste, Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria. Gli ambiti di intervento che potranno beneficiare  di maggiori risorse sono il rafforzamento del sistema sanitario in tutti i suoi aspetti (fornitura di materiale protettivo, aiuti al personale impegnato in prima linea durante il lockdown etc.), il sostegno al mondo dell’imprenditoria e del lavoro e alle fasce più deboli della popolazione, e interventi nel campo dell’istruzione e della formazione.