Decreto “Rilancio”: concorsi digitali, ‘once only’ e burocrazia rapida nel pacchetto PA

Pubblicato il
19 Maggio 2020
Decreto “Rilancio”: concorsi digitali

Grazie al digitale le procedure concorsuali saranno più snelle. Non solo, nel pacchetto per le PA del decreto Rilancio è prevista la dislocazione territoriale delle prove, l’attuazione del principio del ‘once only’ per mezzo di una interoperabilità rafforzata tra le banche dati, il ricorso più ampio alle autocertificazioni così da velocizzare la burocrazia e la nascita di un Fondo da 50 milioni per l’innovazione tecnologica finalizzata alla condivisione dei patrimoni informativi pubblici.

In particolare, fino al 31 dicembre 2020, in via sperimentale, i concorsi per l’assunzione di personale, dove possibile, saranno svolti nelle sedi decentrate e sia per le prove scritte sia per quelle orali è previsto l’utilizzo di tecnologia digitale.
Per la concreta applicazione del ‘once only’ viene programmato il rafforzamento dell’interoperabilità tra enti attraverso le banche dati messe a comune: un processo che si basa su regole di accesso standard, semplificate e rispettose della privacy.  Per tale via l’amministrazione che utilizza delle informazioni ‘procedente’ si impegna a dichiarare le finalità istituzionali alla base dell’accesso ai dati in possesso di un’altra amministrazione ‘certificante’.

Per accelerare i tempi della burocrazia viene estesa, fino alla fine del 2022, la possibilità di ricorrere a dichiarazioni sostitutive (autocertificazioni) anche in tutti i procedimenti che hanno per oggetto erogazioni in denaro. A questa opportunità seguirà, d’altra parte, un inasprimento delle sanzioni penali e un aumento dei controlli nelle fasi successive al pagamento del saldo. Prevista, anche, la liberalizzazione degli interventi di adeguamento strutturale dei locali delle attività di impresa necessari alla ripartenza.
Inoltre, data la progressiva ripresa delle attività economiche, è previsto che le PA riorganizzino il lavoro e l’erogazione dei servizi in modo da sostenere il tessuto produttivo del Paese: procedura, oltretutto, già stabilita nella Direttiva 3/2020.
Lo smart working resta la modalità ordinaria, ma appare prioritario dare corso alle istanze e segnalazioni dei privati, assicurando la continuità dell’azione amministrativa e la rapida conclusione dei procedimenti. I dirigenti dovranno formarsi per raggiungere questi obiettivi che influiranno sulla valutazione delle performance.

Si punta, inoltre, alla innovazione tecnologica e all’implementazione della digitalizzazione nella PA grazie alla nascita di un Fondo di 50 milioni per il 2020, destinato alle spese collegate alla diffusione dell’identità digitale, del domicilio digitale e delle firme elettroniche, della realizzazione e dell’erogazione di servizi in rete, dell’accesso agli stessi servizi in rete tramite le piattaforme abilitanti.