Open Data Campania: il modello per coinvolgere Comuni e Aree Metropolitane

Pubblicato il
07 Novembre 2019
Catalogo_Laboratorio Open data_GDL

“Abbiamo condiviso l’importanza degli open data con la parte politica: produzione gestione e manutenzione del dato aperto comportano un investimento sul processo organizzativo di una amministrazione ma restituiscono all’ente stesso un lavoro di qualità e il suo patrimonio. Non il documento e l’atto in sé è importante, ma le informazioni in esso contenute, quindi i dati, sono il valore di un documento pubblico”.

Così Vito Merola, dirigente della Regione Campania, intervenuto al laboratorio di scambio di buone prassi sugli open data tenutosi a Napoli il 6 novembre tra le attività previste dea l Catalogo delle esperienze OT11 OT2.

“Rivisitazione del modello organizzativo è quello che abbiamo fatto, oltre a rinnovare il rapporto con il cittadino e gli stakeholder: questo ci impone il meccanismo dell’opengov”. “In Campania - ha detto Angela Cocchiarella, Direzione Università, Ricerca e Innovazione Regione Campania - siamo ad una prima fase del percorso. Stiamo lavorando su nuovi dataset - attualmente sono 170 - dobbiamo avviare l’engagement con gli stakeholder e dobbiamo coinvolgere le altre pubbliche amministrazioni del territorio”.

All’incontro sono intervenuti anche i Comuni di Napoli, Avellino, Benevento e Salerno per studiare insieme e apprendere anche da altre esperienze virtuose, come mettere in rete i dati territoriali 
Attraverso il racconto dell’esperienza della Regione Veneto, del Comune di Matera e di quello di Palermo il laboratorio ha visto la nascita di una communuity tra team digitali per una politica di opengovernment coordinata tra i vari livelli istituzionali: Regione, Città Metropolitana, Comuni.
Una buona prassi, quella di Open Data della Regione Campania scelta dal Comitato di Pilotaggio OT11-OT2 per aiutare la Regione a portare avanti il lavoro già fatto su Open Data Campania attraverso la condivisione di pratiche avanzate come quelle ospitate durante il laboratorio.

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Francesco Policelli, Piersoft

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